Lampedusa – La Repubblica 11/02/2018 – Recensione di Rodolfo Di Giammarco

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  • Data di creazione 12 Febbraio 2018
  • Ultimo aggiornamento 12 Febbraio 2018

Lampedusa - La Repubblica 11/02/2018 - Recensione di Rodolfo Di Giammarco

La Repubblica - 11/02/2018

I Cacciatori di vite nel mare di Lampedusa

Con monologhi separati come s'usa ne teatro irlandese, e col trantran di un recupero crediti toccato a una marocchina italiana e col ripescaggio di profughi annegati in mare a cui pensa un pescatore siciliano, LAMPEDUSA del britannico Anders Lustgarten offre a Donatella Finocchiaro e a Fabio Troiano un mistero doloroso speculare, una condanna allo squallore e all'orrore in cui i protagonisti diretti con lavoro psicosomatico ed espressivo dal regista Gianpiero Borgia mettono a segno ammirevoli prove di riscatto. E mentre si ribaltano le storie, cambia il modo di interpretarle. Lei è un'immigrata di seconda generazione impegnata nel recupero crediti che scatena il razzismo gratuito da parte dei debitori che tallona. Ma Donatella Finocchiaro ha energico e mobile possesso della scena, e rivela una natura umana coriacea che cela una toccante solitudine, un bisogno di gentilezza ripagato dall'odissea della madre e dalla solidarietà di un'altra donna portoghese. Fabio Troiano, rastrellatore di morti nel "deserto blu" del Mediterraneo, sguaina a sua volta una pietas attoriale che va oltre l'angoscia d'un becchino di esuli, e la sua risorsa morale è nel modo in cui evoca come ha salvato dalla morte in acqua la moglie d'un meccanico dl Mali suo amico. Due inversioni di rotta, nel buio.

Rodolfo Di Giammarco

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