Qui e ora – Il Tempo Roma 13 febbraio 2013

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  • Data di Pubblicazione 2 Aprile 2017
  • Ultimo aggiornamento 2 Aprile 2017

Qui e ora - Il Tempo Roma 13 febbraio 2013

Il Tempo - Roma 13 febbraio 2013

Valerio Mastandrea da domani al 3 marzo all'Ambra Jovinelli
"Scelgo il teatro con grande egoismo"

Un incidente stradale in un'isolata periferia romana, completamente deserta: due scooter di grossa cilindrata subito dopo l'impatto a pochi metri di distanza due uomini sulla quarantina, uno immobile e l'altro che si muove a fatica. È lo spettacolo "Qui e ora" scritto e diretto da Mattia Torre, da domani al 3 marzo all'Ambra Jovinelli, con protagonisti Valerio Mastandrea e Valerio Aprea. Dopo il fortunato monologo "Migliore", presentato sette anni fa proprio nello stesso teatro romano, la collaborazione fra l'attore, che nel frattempo ha vinto di David di Donatello per "La prima cosa bella" di Virzì e nell'ultima stagione è stato protagonista dei quattro film "Ruggine", "Romanzo di una strage", "Gli equilibristi", e "Il comandante e la cicogna", e l'autore, sceneggiatore e regista si rinnova per raccontare il cinismo dell'Italia di oggi nella deriva di un vuoto sociale, culturale e politico. "Scelgo il teatro per motivi di grande egoismo: funziona come un'analisi del sangue per valutare la mia voglia di fare questo mestiere" ha dichiarato Valerio Mastandrea. "Nel cinema quando lavori troppo, come mi è accaduto lo scorso anno, in cui ho girato 250 giorni su 365, se ne esci lucido, capisci come questo lavoro non vada affrontato con avidità. Rivedendo le scene dei miei film mi sono accorto che talvolta il mio occhio era di vetro e non riuscivo a pescare bene dentro. Il teatro è sudare in faccia alla gente e sputare parole verso un altro attore. Nella ripetizione del teatro c'è la ricerca continua, il ritorno alle origini. Vorrei portare sul paco una sana incoscienza che non deve diventare metodo. Penso che sia un gesto importante per se stessi e per gli altri riconoscere che uno spettacolo, un film un libro o un concerto aiutino a uscire dall'isolamento culturale e sociale: non si può vivere chiusi in una stanza, davanti a un computer, senza una dimensione partecipativa".

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