Lady Grey (con le luci che si abbassano sempre di più)

Lady Grey
(con le luci che si abbassano sempre di più)
di Will Eno

Con Isabella Ragonese
Traduzione di Elena Battista
Regia di Isabella Ragonese in collaborazione con Silvio Peroni
Produzione BAM Teatro/Pisani
In collaborazione con MITTELFEST 2011- XX edizione  “Identità e Nazioni”
Con il contributo del Festival “La notte dei poeti” XXIX edizione
Finalista Premio Pulitzer per la sezione Teatro 2005
Prima rappresentazione in Italia

Debutto nazionale luglio 2011

 

Lady Grey è una riflessione sull’identità femminile.
I pensieri di una ragazza come tante, espressi in un monologo vivido e disarmante che ne rivela la vita per quello che è veramente: selvaggia, energica, con profondi dolori e gioie intense. L’ordinario, il quotidiano, trasformati da una voce che riesce a rivelare quel che giace sotto la superficie. Profonde verità poetiche espresse con uno spirito pungente e spietato.
La protagonista racconta semplicemente di sé, in parte attraverso un episodio della sua esperienza di ragazzina, a scuola: la maestra chiede a tutti di fare il “mostra e dimostra” (che noi italiani conosciamo tramite le strisce dei Peanuts) ovvero, portare in classe qualcosa di importante, un oggetto, un animale domestico, una foto, e parlarne.
Lei non porta nulla, si spoglia completamente e mostra se stessa.
Lo racconta al pubblico, e descrivendo questo e altri episodi minimi svela, ricomponendola, la sua identità.
Il talento di Will Eno, celebrato autore americano, sta anche nella capacità di mettere in relazione il pubblico con i suoi personaggi: Lady Grey chiede allo sguardo del pubblico di farla vivere, e si rifiuta di lasciarlo al buio catturandone invece l’attenzione con domande e rivolgendosi agli spettatori direttamente e continuamente.
L’essenza teatrale del monologo è nell’alternanza tra i movimenti scenici impercettibili (propri della corrente del teatro minimale a cui l’autore appartiene) e la rapida intensità del testo: la prosa densa di Eno è una sorta di lista della spesa esistenziale, fatta in egual misura d’amore, senso di perdita e umorismo sferzante.

 

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