Il Bosco

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Il Bosco
di David Mamet

Traduzione di Rossella Bernasconi
Con Antonio Zavatteri  ed Elena Arvigo
Scene di Valentina Calvani
Luci di Andrea Basti
Regia di Elena Arvigo
Produzione BAM teatro

Debutto nazionale 2014

Un uomo e una donna decidono di passare un fine settimana fuori città.
Da soli, in una casa nel bosco. Che diventa il palcoscenico immaginario in cui i due protagonisti proiettano i loro desideri e le loro paure.
Ogni cosa, perdendo la sua dimensione ordinaria, quotidiana, si amplifica.
E un’aria di fiaba piomba a dare vita ad una rappresentazione, ad una mimesis del reale.
Tre momenti, tre scene: tramonto, notte e mattina. In questo tempo si rivela l’anatomia di un rapporto ed i suoi personaggi. La conversazione  apparentemente banale, è trasformata dall’uso del free verse, dal ritmo, dall’associazione lirica delle parole, diventando così testo poetico e ricorda nelle intenzioni, le lunghe mondane conversazioni davanti al samovar nei salotti di Checov.
La storia racconta coerentemente se stessa, ma è presto un pretesto per svelare ‘altro’. Questa ambivalenza mai ostentata, è iscritta come un codice, avvertibile, eppure nascosto nella struttura poetica del linguaggio. I discorsi prendono il posto della sostanza delle cose che questi personaggi non possono e/o non vogliono affrontare direttamente.
A fatica, la verità affiora nonostante le loro parole: pure negli espedienti verbali che i protagonisti sfoggiano nel tentativo di trattenerla, quelle parole finiscono invece per tradirli e svelarne la verità.
Citando Mamet: “It’s only words… unless they’re true.” Si può intuire che c’è la luce alla fine del tunnel ma la domanda finale deve necessariamente rimanere aperta: “Arriveremo ad essere liberi e finalmente capaci di amare?”.

Categorie: Portfolio

In ottemperanza alle disposizioni del DPCM emanato il 25 ottobre 2020 contenente le misure per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19, siamo nuovamente costretti a sospendere fino al 24 novembre 2020 tutti gli spettacoli teatrali in tournée, nonché gli eventi aperti al pubblico: esiti, laboratori e attività parallele.
Il provvedimento lede un settore ed una fetta di economia nazionale importante, evidentemente sottostimata nella movimentazione e nei numeri che da sola produce.
Continuiamo ad essere percepiti come “svago” e non valore. ( per fermarci alle considerazioni economiche)
Ripartire sarà sempre più complicato soprattutto per realtà come la nostra che non godono del contributo FUS, nè di tutti i ristori e le agevolazioni che il Ministero dei beni culturali ha garantito ai teatri pubblici.
Confidiamo che la sospensione temporanea consideri e contempli i recuperi delle attività nei prossimi mesi,non vanificando il durissimo lavoro che abbiamo svolto a partire nuovamente da giugno.
Ci fermiamo, con grande tristezza e con un senso di profonda incertezza che viene dal non confronto scelto dalla politica rispetto a soluzioni condivise con gli operatori del settore.
Speriamo di ritrovarci presto, nel solo luogo dove sappiamo pensarci insieme: a teatro.

In ottemperanza alle disposizioni del DPCM emanato il 25 ottobre 2020 contenente le misure per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19, siamo nuovamente costretti a sospendere fino al 24 novembre 2020 tutti gli spettacoli teatrali in tournée, nonché gli eventi aperti al pubblico: esiti, laboratori e attività parallele.
Il provvedimento lede un settore ed una fetta di economia nazionale importante, evidentemente sottostimata nella movimentazione e nei numeri che da sola produce.
Continuiamo ad essere percepiti come “svago” e non valore. ( per fermarci alle considerazioni economiche)
Ripartire sarà sempre più complicato soprattutto per realtà come la nostra che non godono del contributo FUS, nè di tutti i ristori e le agevolazioni che il Ministero dei beni culturali ha garantito ai teatri pubblici.
Confidiamo che la sospensione temporanea consideri e contempli i recuperi delle attività nei prossimi mesi,non vanificando il durissimo lavoro che abbiamo svolto a partire nuovamente da giugno.
Ci fermiamo, con grande tristezza e con un senso di profonda incertezza che viene dal non confronto scelto dalla politica rispetto a soluzioni condivise con gli operatori del settore.
Speriamo di ritrovarci presto, nel solo luogo dove sappiamo pensarci insieme: a teatro.