Comunicazione Stampa Noccioline
NOCCIOLINE
di Fausto Paravidino
regia Valerio Binasco
con (in o. a.) Elena Arvigo, Alessia Bellotto, Luigi Di Pietro, Denis Fasolo, Iris Fusetti, Aram Kian, Mauro Parrinello, Fulvio Pepe, Alba Caterina Rohrwacher, Roberta Rovelli, Michele Sinisi
scene Antonio Panzuto
costumi Sandra Cardini
luci Pasquale Mari
produzione Teatro Eliseo,
in collaborazione con BAM Teatro e Fondazione Teatro Due di Parma Teatro Stabile di Parma e Reggio Emilia
Testo scritto su commissione del Royal National Theatre of London nell'ambito del progetto "International Connections 2001", migliore pièce straniera per la stagione 2002-03 dalla rivista Theater Heute.
Anteprima nazionale: ASTI TEATRO 29 > 11 luglio 2007 – tour 2007-2008
La differenza tra la tragedia e il melodramma è che alla fine della tragedia non cambi canale perché la tragedia sei tu. F. Paravidino
Noccioline inquadra in 23 sequenze brevi come fumetti una società: una schiera di adolescenti formato "Peanuts" - mondo cui i nomignoli dei personaggi e l’atmosfera linguistica continuamente rimandano - che all’improvviso passa dai giochi infantili al confronto con il presente, come se questo fosse lo specchio dei primi, e l’uno e gli altri fossero guidati dal medesimo “senso del vuoto”. L’effetto è tragico. Nella prima parte li troviamo seduti su un materno divano davanti a un enorme televisore, mentre succhiano coca cola e consumano i cartoni animati dei Puffi tra chiacchiere e dispetti. I personaggi in scena stanno infatti tutti approfittando del fatto che al ragazzo Buddy – una sorta di novello Charlie Brown - è stata affidata da conoscenti una casa da custodire in loro assenza e la banda di amici si precipita a più ondate ad occuparla, rivendicando anche il diritto ad una graduale opera distruttrice, grazie alla quale finiscono per sfondare il divano e fare a pezzi il monitor, per poi filarsela e lasciare in ostaggio il malcapitato guardiano quando fa il suo ingresso autoritario il figlio dei padroni. L'aprirsi di ogni quadro viene annunciato da sopratitoli altisonanti (da "i mass media controllano il mondo" a "Ideali tutti e subito”), che si richiamano a slogan o a principi socio-politici delle varie parti in lotta nella nostra società e creano contrasto – ironico e caustico insieme - con le innocue situazioni rappresentate e i comportamenti infantili cui assistiamo; ma anche richiamano, sotto il racconto lieve, tutto un passato di contestazioni. Di qui lo stacco della seconda parte: si riprende infatti dieci anni dopo e l’azione, trasferita nell’atmosfera repressiva di una caserma tipo Bolzaneto (non dimentichiamo che il testo, commissionato a Paravidino dal Royal National Theatre di Londra è stato scritto dopo i giorni del G8 di Genova) ci mostra gli ex ragazzi bruscamente divisi in carnefici o vittime, intenti a sperimentare un sistema di torture da regime poliziesco in nome del potere. Tornare indietro è impossibile e lo constata Buddy dopo essersi ritrovato col revolver puntato alla tempia dell’ex amico Minus, nell’estremo, illusorio, tentativo di rivivere al contrario il finale della prima parte: salvo rendersi conto che in quella sua mancata solidarietà ai compagni di allora poteva risiedere la causa di un destino. Noccioline, che ha avuto due allestimenti italiani, uno al National Theatre di Londra (con il titolo Nuts) e uno in Germania (Peanuts), viene ora messo in scena da uno degli attori-registi italiani più apprezzati degli ultimi anni, Valerio Binasco, con una compagnia di attori giovani ma “esperti”, per la produzione di Teatro Eliseo di Roma e la collaborazione di Bam Teatro e Teatro Due di Parma, nell’intento di dare reale voce alla drammaturgia contemporanea nei luoghi del “teatro ufficiale”. Non solo: è convinzione del regista che la scrittura di Fausto Paravidino sia un documento importante di quella “poetica del nulla” che è il vero destino tragico dell’oggi, in questo senso la storia rappresentata si configura nella sua idea di messa in scena come una sorta di mondo onirico in cui la Storia si affaccia con il suo frastuono e, restando sempre poco più che “rumore”, determina conseguenze drammatiche.
IL REGISTA
“Mettere insieme un gruppo di attori giovani, farli lavorare su un testo contemporaneo scritto da un giovane, il quale affronta tematiche moderne e adopera uno stile ‘narrativo’ originale, affidare il tutto a un regista non ancora completamente ‘istituzionalizzato’ ci espone al rischio di ‘operazione culturale’ . Ci può confinare nel limbo dei buoni tentativi , come sempre accade con le ‘compagnie dei giovani’, o con le sperimentazioni inserite – a forza- in abbonamento, mal tollerate e mal capite. Occorre a mio parere non puntare solo sul pubblico giovane , giovanile o giovanilista, o rivolgerci a spettatori di nicchia, interessati alla drammaturgia contemporanea e più o meno preparati; ma dobbiamo passare ‘l’esame’ di un pubblico adulto e normale.
Dobbiamo fare il nostro mestiere di teatranti che consiste semplicemente nel creare spettacoli , prima che ‘operazioni culturali’. Per fare ciò dovremo portare in scena attori bravissimi. E questo potrebbe già essere un piccolo evento. Una buona partenza. Considero produttivamente e complessivamente Noccioline una scommessa coraggiosa. Credo che una scommessa di questo genere sull’ autore Paravidino e sul teatro DAVVERO contemporaneo, cioè l’antica arte della commedia secondo l’arte di percepire il presente in cui viviamo, sia doversa e sono certo potrebbe dare risultati sorprendenti, anche nella lunga durata e nell’apertura a un circuito europeo, di solito più sensibile alle proposte dei giovani drammaturghi che non il nostro sfiduciato, non più simpatico, ma per questo anche più caro, Paese” Valerio Binasco
Valerio Binasco - È uno degli attori-registi teatrali più apprezzati della “nuova” generazione: diplomato presso la Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova nel 1988, dove ha iniziato a lavorare come attore con Marco Sciaccaluga, Valerio Binasco ha collaborato a lungo ai progetti artistici di Franco Branciaroli e da molti anni lavora con Carlo Cecchi (ricopre il ruolo del protagonista anche nell’ultimo spettacolo, Tartufo di Molière). Ha ricevuto il Premio Linea d’ombra e il Premio Ubu quale miglior attore giovane per l’interpretazione di Amleto (regia Carlo Cecchi) ed è stato prescelto per i Premi Olimpici del Teatro e il Premio Ubu quale miglior attore non protagonista per Edipo a Colono (regia Mario Martone). Con Cecchi ha interpretato il ruolo di Clov nello spettacolo (premio Ubu) Finale di partita di Beckett. Lavora anche per il cinema (tra gli altri film: Lavorare con lentezza con V. Mastrandrea, Texas di F. Paravidino, La bestia nel cuore di C. Comencini) e per la radio. Alterna l’attività di interprete e di regista, e anche nel secondo ruolo ha meritato molti riconoscimenti: tra gli spettacoli da lui diretti ricordiamo La chiusa di Conor Mcpherson, Il cortile di Spiro Sciamone, Cara Professoressa di Ludmilla Razumovskaja, Ti ho sposato per allegria di Natalia Ginzburg.
L’AUTORE
SU NOCCIOLINE:
Accanto a Noccioline sul tema del G8 Fausto Paravidino ha scritto GENOVA 01: le parole con cui ne parla servono a capire entrambi i testi - Un paio di coordinate estetiche: metafora e tragedia. Il teatro è il luogo della metafora, il palcoscenico è la metafora della terra, gli attori sono la metafora degli uomini, una commedia è una metafora della storia. Di solito un’idea o un sentimento mi si trasformano in una metafora, una storia, che diventa una commedia. In Genova 01 e Noccioline non succede perché il G8 a Genova mi è apparso già in sé come metafora del mondo in questo momento. È stato un momento di compressione temporale che è avvenuto in un luogo preciso. Si sono scontrati dei mondi, le persone che erano lì erano “rappresentanti”, rappresentanti del Capitalismo, rappresentanti della contestazione, rappresentanti della tobin tax, rappresentanti dello Stato, rappresentanti di se stessi. Ognuno di coloro che si trovavano lì, non si trovava lì come si trova di solito nei posti: per caso. Si trovava lì per rappresentare qualcosa. Quindi era una metafora coi suoi personaggi, i suoi attori, la sua azione. Non si può inventare la metafora della metafora o il personaggio del personaggio, quindi tutto ciò è ‘riferito’, non ‘interpretato’. Quella di Genova 01 non è una scrittura ma una trascrizione. Tragedia. Genova è la fine del melodramma e l’inizio della tragedia. Non nella realtà, nella percezione della realtà. Non di tutti, ma di molti. C’è chi percepiva la tragedia da prima, c’è che vive ancora in un melodramma, noi siamo tra quelli che hanno percepito la tragedia con Genova. Percepire la tragedia vuol dire farla finita con le cazzate, mettersi nell’ottica di farla finita. Non vuol dire diventare migliori, ma volerlo sì. La differenza tra la tragedia e il melodramma è che alla fine della tragedia non cambi canale perché la tragedia sei tu. Continua dentro di te. Noi facciamo apologia di tragedia, proselitismo tragico, non so se è reato, spero di no. Se fosse non mi stupirei, si cerca di diventare grandi. F. Paravidino
Fausto Paravidino - È stato il primo autore italiano chiamato a partecipare a International Connections, il progetto del National Theatre di Londra che commissiona ad autori importanti nuove opere per circa 150 gruppi di nuovi interpreti non professionisti nella sola Gran Bretagna. Per molti è l’enfant prodige del teatro italiano degli ultimi anni: celebre già a 22 anni, Paravidino è attore, autore di teatro e qualche volta regista, ha scritto varie commedie - Trinciapollo (di cui ha firmato anche la regia teatrale) Gabriele (in collaborazione con Giampiero Rappa), Due Fratelli (Premio Tondelli 1999, e Premio Ubu Novità italiana 2002), Tutta Colpa di Cupido (con Giampiero Rappa e Lello Arena), La Malattia della Famiglia M (Premio Candoni Arta Terme 2000 - sez. opere commissionate), Natura Morta in un Fosso, Genova 01 (commissionato dal Royal Court Theatre), Noccioline – Nuts (2001), Morbid (2006), per lo più raccolte nel testo “Fausto Paravidino, Teatro”, Ubulibri 2002. Ha scritto anche per il cinema e la televisione e ha frequentato l'"International Residency for Playwrights" nel 2000 presso il Royal Court Theatre di Londra. È autore e regista insieme a Giampiero Rappa e a Iris Fusetti del film Texas, di cui è stato anche interprete con, tra gli altri, lo stesso Valerio Binasco e Riccardo Scamarcio.
Ufficio stampa spettacolo:
Giulia Calligaro 349.6095623, giulia.calligaro@fastwebnet.it
Ufficio stampa Astiteatro:
Simona Carlucci 0765/423364 - 335/5952789, carlucci.si@tiscali.it;
Anna Chiara Altieri 334/3994160, asti_teatro@yahoo.it
Informazioni e contatti
Biglietti e prenotazioni: tel. 0141/399032
Sito internet: www.astiteatro.it
asti.teatro@comune.asti.it