Thom Pain – Corriere di Bologna 30 novembre 2010

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  • Data di Pubblicazione 2 Aprile 2017
  • Ultimo aggiornamento 2 Aprile 2017

Thom Pain - Corriere di Bologna 30 novembre 2010

Corriere di Bologna - 30 novembre 2010

Quella maledetta paura
Germano è Thom Pain

Maledetta/benedetta paura. Elio Germano, che sul palco non è più Elio Germano ma diventa solo Thom Pain (un nome, un destino di dolore), prima te la fa immaginare, te la fa "toccare" con i suoi deliri che sono i deliri di tutti in fin dei conti. Poi ti spinge a chiederti quanta ne hai accumulata nella vita di paura e quanto abbia cambiato la prospettiva di certi momenti e dato forma al proprio destino. Sale e scende dal palco Germano (che dello spettacolo è anche il regista): L'attimo prima cerca un colloqui con il pubblico, l'attimo dopo lo rifugge e lo spezza. Gesticola, urla, parla da solo, parla a tutti, ricorda, scava in un passato di dolore e di addii, sorvola su un presente che resta un'incognita: per quello Thom Pain diventano tutti gli spettatori alla fine. È perfetto Germano (l'altra sera in data unica all'Arena del Sole), perché si allontana da se stesso e aderisce con tutta la pelle al testo di Will Eno che ha il suo senso nel titolo: "Basato sul niente". Solo che il niente alla fine diventa tutto, perché è la vita che mette in scena Germano, chiuso in un abito nero e nascosto dietro grandi occhiali da vista. Li mette sperando di vederci chiaro.

Daniela Corneo

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