Qui e ora – Tutto Milano (La Repubblica) gennaio 2013

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  • Data di Pubblicazione 27 Marzo 2017
  • Ultimo aggiornamento 2 Aprile 2017

Qui e ora - Tutto Milano (La Repubblica) gennaio 2013

Tutto Milano (La Repubblica) - 17 gennaio 2013

Mastandrea racconta la sua generazione
Ironico e a tratti malinconico l'attore e regista romano si confronta con i quarantenni: spaesati, sotto shock

Una strada secondaria nella desolata periferia romana. A poca distanza il traffico convulso del raccordo anulare, qui il nulla, tra campi abbandonati e un orizzonte senza né case né passanti. Ribaltati a terra dopo un violento impatto due scooter di grossa cilindrata in un groviglio di lamiere contorte e fumanti: i due uomini che le guidavano sono poco lontano, uno è immobile, sembrerebbe morto se non fosse per gli occhi che si guardano intorno terrorizzati, l'altro muove un piede, a fatica si alza.
Entrambi sulla quarantina, sono soli nel vuoto di un paesaggio urbano senza tracce di vita. Avrebbero bisogno di aiuto, ma i soccorsi non arriveranno prima di un'ora e mezza...
Attore che non ama le scelte accomodanti, Valerio Mastandrea lascia temporaneamente il cinema (l'abbiamo appena visto in Il Comandante e la Cicogna), l'ultimo film di Silfio Soldini) e torna in teatro con "Qui e ora" di cui è regista e interprete (insieme a Valerio Aprea).
Il testo è di Mattia Torre, autore lanciatissimo (è tra le firme della serie tv cult Boris), di cui l'anno scorso avevamo apprezzato la pièce "456", spietato quanto esilarante ritratto di famiglia in un claustrofobico tinello. Ora, con questa nuova avventura teatrale dalle sospensioni beckettiane puntellate su un tessuto drammaturgico dove l'ironia più acida fa da contrappunto a sottili malinconie, Mattia Torre racconta una generazione (quella dei quarantenni) così spaesata da essere quasi sotto shock. Uno spettacolo grottesco, fortemente calato nel nostro tempo, che segna anche una nuova collaborazione tra Torre e Mastandrea, giù insieme in teatro qualche anno fa con il fortunato monologo "Migliore", dove l'attore romano dava corpo e voce alla surreale metamorfosi di un cattivo.

Tournée

In ottemperanza alle disposizioni del DPCM emanato il 25 ottobre 2020 contenente le misure per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19, siamo nuovamente costretti a sospendere fino al 24 novembre 2020 tutti gli spettacoli teatrali in tournée, nonché gli eventi aperti al pubblico: esiti, laboratori e attività parallele.
Il provvedimento lede un settore ed una fetta di economia nazionale importante, evidentemente sottostimata nella movimentazione e nei numeri che da sola produce.
Continuiamo ad essere percepiti come “svago” e non valore. ( per fermarci alle considerazioni economiche)
Ripartire sarà sempre più complicato soprattutto per realtà come la nostra che non godono del contributo FUS, nè di tutti i ristori e le agevolazioni che il Ministero dei beni culturali ha garantito ai teatri pubblici.
Confidiamo che la sospensione temporanea consideri e contempli i recuperi delle attività nei prossimi mesi,non vanificando il durissimo lavoro che abbiamo svolto a partire nuovamente da giugno.
Ci fermiamo, con grande tristezza e con un senso di profonda incertezza che viene dal non confronto scelto dalla politica rispetto a soluzioni condivise con gli operatori del settore.
Speriamo di ritrovarci presto, nel solo luogo dove sappiamo pensarci insieme: a teatro.

In ottemperanza alle disposizioni del DPCM emanato il 25 ottobre 2020 contenente le misure per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19, siamo nuovamente costretti a sospendere fino al 24 novembre 2020 tutti gli spettacoli teatrali in tournée, nonché gli eventi aperti al pubblico: esiti, laboratori e attività parallele.
Il provvedimento lede un settore ed una fetta di economia nazionale importante, evidentemente sottostimata nella movimentazione e nei numeri che da sola produce.
Continuiamo ad essere percepiti come “svago” e non valore. ( per fermarci alle considerazioni economiche)
Ripartire sarà sempre più complicato soprattutto per realtà come la nostra che non godono del contributo FUS, nè di tutti i ristori e le agevolazioni che il Ministero dei beni culturali ha garantito ai teatri pubblici.
Confidiamo che la sospensione temporanea consideri e contempli i recuperi delle attività nei prossimi mesi,non vanificando il durissimo lavoro che abbiamo svolto a partire nuovamente da giugno.
Ci fermiamo, con grande tristezza e con un senso di profonda incertezza che viene dal non confronto scelto dalla politica rispetto a soluzioni condivise con gli operatori del settore.
Speriamo di ritrovarci presto, nel solo luogo dove sappiamo pensarci insieme: a teatro.