Qui e ora – Metro Milano 23 gennaio 2013

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  • Data di Pubblicazione 27 Marzo 2017
  • Ultimo aggiornamento 2 Aprile 2017

Qui e ora - Metro Milano 23 gennaio 2013

Metro Milano - 23 gennaio 2013

Mastandrea racconta gli incubi dei 40enni

L'avevamo lasciato a teatro nel 2005 con l'intenso monologo "Il Migliore". Da stasera al 3 febbraio, Valerio Mastandrea, uno degli attori più amati del cinema italiano, protagonista di pellicole di successo come "La prima cosa bella" e "Tutta la vita davanti" di Paolo Virzì e di "Un giorno perfetto" di Ferzan Ozpetek, salirà sul palco del Franco Parenti con "Qui e ora", una novità assoluta di MAttia Torre, pièce recitata in coppia con Valerio Aprea. Questa volta Torre, giovane autore della serie cult "Boris" e, per il teatro, di "456" andato in scena la scorsa stagione, oltre ad essere stato tra gli autori della trasmissione tv "Parla con me", ha scritto settanta minuti per il palcoscenico che si tingono di grottesco, malinconia e ironia. Lo spettacolo inizia con un incidente appena avvenuto in una strada secondaria di un'isolata periferia romana, vicina al grande raccordo anulare, completamente deserta senza passanti né case, dispersa nei campi e nel nulla. Qui sull'asfalto si troveranno due scooter di grossa cilindrata subito dopo l'impatto: il primo ribaltato, idealmente conficcato a terra, il secondo irriconoscibile, un disastro di lamiere ancora fumanti. A prima vista sembra essersi trattato di un incidente importante e spettacolare che lascerà scoprire a terra, a pochi metri l'uno dall'altro, due uomini sulla quarantina. Il primo, immobile, potrebbe essere anche morto, l'altro muove piano un piede e a fatica si alza. Poi anche il primo aprirà gli occhi. In realtà, avrebbero bisogno di aiuto, ma non lo avranno. Avrebbero bisogno di cure, ma i soccorsi non arriveranno prima di un'ora e mezza. E, intanto, tra loro inizierà un dialogo che li unirà.

Antonio Garbisa

Tournée

In ottemperanza alle disposizioni del DPCM emanato il 25 ottobre 2020 contenente le misure per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19, siamo nuovamente costretti a sospendere fino al 24 novembre 2020 tutti gli spettacoli teatrali in tournée, nonché gli eventi aperti al pubblico: esiti, laboratori e attività parallele.
Il provvedimento lede un settore ed una fetta di economia nazionale importante, evidentemente sottostimata nella movimentazione e nei numeri che da sola produce.
Continuiamo ad essere percepiti come “svago” e non valore. ( per fermarci alle considerazioni economiche)
Ripartire sarà sempre più complicato soprattutto per realtà come la nostra che non godono del contributo FUS, nè di tutti i ristori e le agevolazioni che il Ministero dei beni culturali ha garantito ai teatri pubblici.
Confidiamo che la sospensione temporanea consideri e contempli i recuperi delle attività nei prossimi mesi,non vanificando il durissimo lavoro che abbiamo svolto a partire nuovamente da giugno.
Ci fermiamo, con grande tristezza e con un senso di profonda incertezza che viene dal non confronto scelto dalla politica rispetto a soluzioni condivise con gli operatori del settore.
Speriamo di ritrovarci presto, nel solo luogo dove sappiamo pensarci insieme: a teatro.

In ottemperanza alle disposizioni del DPCM emanato il 25 ottobre 2020 contenente le misure per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19, siamo nuovamente costretti a sospendere fino al 24 novembre 2020 tutti gli spettacoli teatrali in tournée, nonché gli eventi aperti al pubblico: esiti, laboratori e attività parallele.
Il provvedimento lede un settore ed una fetta di economia nazionale importante, evidentemente sottostimata nella movimentazione e nei numeri che da sola produce.
Continuiamo ad essere percepiti come “svago” e non valore. ( per fermarci alle considerazioni economiche)
Ripartire sarà sempre più complicato soprattutto per realtà come la nostra che non godono del contributo FUS, nè di tutti i ristori e le agevolazioni che il Ministero dei beni culturali ha garantito ai teatri pubblici.
Confidiamo che la sospensione temporanea consideri e contempli i recuperi delle attività nei prossimi mesi,non vanificando il durissimo lavoro che abbiamo svolto a partire nuovamente da giugno.
Ci fermiamo, con grande tristezza e con un senso di profonda incertezza che viene dal non confronto scelto dalla politica rispetto a soluzioni condivise con gli operatori del settore.
Speriamo di ritrovarci presto, nel solo luogo dove sappiamo pensarci insieme: a teatro.