Qui e ora – Leggo Roma 13 febbraio 2013

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  • Data di Pubblicazione 2 Aprile 2017
  • Ultimo aggiornamento 2 Aprile 2017

Qui e ora - Leggo Roma 13 febbraio 2013

Leggo Roma - 13 febbraio 2013

Valerio Mastandrea teatro per incoscienza
In "Qui e ora" di Mattia Torre, autore di "Boris"

In concomitanza con l'uscita nelle sale del film "Viva la libertà" di cui è coprotagonista, domani debutterà a teatro. Sul palco con l'omonimo che di cognome fa Aprea, Valerio Mastandrea interpreterà "Qui e ora", testo di Mattia Torre, già autore della fortunata serie "Boris", che narra il dramma di due scooteristi, vittime di un incidente in una deserta strada di periferia. Due uomini feriti che diventano il simbolo di una società cinica e feroce, in cui l'uno è sempre nemico dell'altro.
"Sono tornato a fare teatro per grande egoismo - racconta Mastandrea - è come fare le analisi del sangue, ho i valori di quanto mi piace. Avendo più cultura cinematografica, trasferisco in scena la mia ignoranza ed inesperienza da spettatore, posso infrangere regole che non conosco. Una sana incoscienza, per arrivare ad un'evoluzione maggiore". Lo spettacolo racconta anche l'inaridimento di nostri giorni: "Andare a teatro, a vedere un film o leggere un libro è un gesto importante per se stessi, per uscire dall'isolamento sociale e culturale in cui viviamo, c'è l'idea che chiusi in una stanza davanti ade un computer si possa fare tutto, non c'è più partecipazione". Quello con il collega Aprea è invece un rapporto estremamente stimolante: "La complicazione, positiva, nasce dal confronto tra due attori diversi, per tirare fuori qualcosa di nuovo e per vessare Valerio in modo costruttivo, anche se lui non la pensa così!".

Tiziana Boldrini

Tournée

In ottemperanza alle disposizioni del DPCM emanato il 25 ottobre 2020 contenente le misure per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19, siamo nuovamente costretti a sospendere fino al 24 novembre 2020 tutti gli spettacoli teatrali in tournée, nonché gli eventi aperti al pubblico: esiti, laboratori e attività parallele.
Il provvedimento lede un settore ed una fetta di economia nazionale importante, evidentemente sottostimata nella movimentazione e nei numeri che da sola produce.
Continuiamo ad essere percepiti come “svago” e non valore. ( per fermarci alle considerazioni economiche)
Ripartire sarà sempre più complicato soprattutto per realtà come la nostra che non godono del contributo FUS, nè di tutti i ristori e le agevolazioni che il Ministero dei beni culturali ha garantito ai teatri pubblici.
Confidiamo che la sospensione temporanea consideri e contempli i recuperi delle attività nei prossimi mesi,non vanificando il durissimo lavoro che abbiamo svolto a partire nuovamente da giugno.
Ci fermiamo, con grande tristezza e con un senso di profonda incertezza che viene dal non confronto scelto dalla politica rispetto a soluzioni condivise con gli operatori del settore.
Speriamo di ritrovarci presto, nel solo luogo dove sappiamo pensarci insieme: a teatro.

In ottemperanza alle disposizioni del DPCM emanato il 25 ottobre 2020 contenente le misure per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19, siamo nuovamente costretti a sospendere fino al 24 novembre 2020 tutti gli spettacoli teatrali in tournée, nonché gli eventi aperti al pubblico: esiti, laboratori e attività parallele.
Il provvedimento lede un settore ed una fetta di economia nazionale importante, evidentemente sottostimata nella movimentazione e nei numeri che da sola produce.
Continuiamo ad essere percepiti come “svago” e non valore. ( per fermarci alle considerazioni economiche)
Ripartire sarà sempre più complicato soprattutto per realtà come la nostra che non godono del contributo FUS, nè di tutti i ristori e le agevolazioni che il Ministero dei beni culturali ha garantito ai teatri pubblici.
Confidiamo che la sospensione temporanea consideri e contempli i recuperi delle attività nei prossimi mesi,non vanificando il durissimo lavoro che abbiamo svolto a partire nuovamente da giugno.
Ci fermiamo, con grande tristezza e con un senso di profonda incertezza che viene dal non confronto scelto dalla politica rispetto a soluzioni condivise con gli operatori del settore.
Speriamo di ritrovarci presto, nel solo luogo dove sappiamo pensarci insieme: a teatro.