Qui e ora – Leggo 23 gennaio 2013

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  • Data di Pubblicazione 27 Marzo 2017
  • Ultimo aggiornamento 2 Aprile 2017

Qui e ora - Leggo 23 gennaio 2013

Leggo - Milano 23 gennaio 2013

Tragicomico Mastandrea

Franco Parenti - L'attore romano in scena con "Qui e ora"

Dopo tanto cinema (il film di Soldini, "Il comandante e la cicogna", e quello di Andò, "ili trono vuoto", giusto per citare gli ultimi due), Valerio Mastandrea aveva voglia di tornare in teatro. "Per ricaricarmi - dice - e ritrovare quel rapporto diretto col pubblico che solo lo spettacolo dal vivo ti può dare".

Romano dal fascino stropicciato e indolente, per la sua nuova incursione in palcoscenico l'attore feticcio del cinema d'autore più engagé ha scelto di nuovo Mattia Torre, vecchio amico e autore lanciatissimo (è tra le firme della serie cult "Boris"). Dalla loro collaborazione era nato il monologo "Migliore", surreale metamorfosi di un cattivo. E sempre di cattivi, o meglio di personaggi non proprio encomiabili, parla il nuovo "Qui e ora", in scena da stasera al Franco Parenti. Protagonisti due uomini sulla quarantina (Mastandrea, che firma anche la regia, e Valerio Aprea). Hanno appena avuto un incidente su una strada secondaria nella desolata periferia romana. Le loro moto di grossa cilindrata sono ribaltate a terra, avrebbero bisogno di aiuto ma i soccorsi non arriveranno che tra un'ora. Nell'attesa, c'è tutto il tempo per prevaricarsi, accusarsi, darsi addosso. Una metafora spietata quanto ironica per "raccontare l'Italia di oggi dove siamo tutti disperati ma anziché darci una mano, ci mettiamo gli uni contro gli altri".

 

Olga Battaglia

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