Qui e ora – La Repubblica critica Rodolfo di Giammarco 2013

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  • Data di Pubblicazione 27 Marzo 2017
  • Ultimo aggiornamento 2 Aprile 2017

Qui e ora - La Repubblica critica Rodolfo di Giammarco 2013

La Repubblica - Critica Rodolfo di Giammarco

Mastandrea e Aprea aspettano Godot sullo scooter

Con presenza scenica da "schizzato" strafottente, con voce da attaccabottoni che non smette di torturare, e con molestia empatica che è degli attori popolari capaci di comunicare un pensiero anche con un niente, Valerio Mastandrea dà un radicale senso di trauma e deriva allo spazio incidentato di "Qui e ora" scritto e diretto da Mattia Torre. Sull'asfalto, due scooter che si sono scontrati. L'altra vittima del sinistro è Valerio Aprea, che a differenza del primo, uno chef con rubrica da un milione e mezzo di ascoltatori, è disoccupato, separato, spiantato. Essendo il 2 giugno, i soccorsi (Godot?) non arrivano. E Mastandrea disprezza, maltratta senza pietà il compagno di disgrazia dolorante a terra. Dissidio di cellulari, di esterno che svanisce. Finchè un apologo lucido del più "sfigato" accenna a un anticlimax che interrompe l'altrui logorrea da inferno a porte aperte (un po' confinante con la fiction) e ribalta i destini, fa calare un'ombra. Mastandrea superbo, Aprea bravo come Leporello.

Tournée

In ottemperanza alle disposizioni del DPCM emanato il 25 ottobre 2020 contenente le misure per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19, siamo nuovamente costretti a sospendere fino al 24 novembre 2020 tutti gli spettacoli teatrali in tournée, nonché gli eventi aperti al pubblico: esiti, laboratori e attività parallele.
Il provvedimento lede un settore ed una fetta di economia nazionale importante, evidentemente sottostimata nella movimentazione e nei numeri che da sola produce.
Continuiamo ad essere percepiti come “svago” e non valore. ( per fermarci alle considerazioni economiche)
Ripartire sarà sempre più complicato soprattutto per realtà come la nostra che non godono del contributo FUS, nè di tutti i ristori e le agevolazioni che il Ministero dei beni culturali ha garantito ai teatri pubblici.
Confidiamo che la sospensione temporanea consideri e contempli i recuperi delle attività nei prossimi mesi,non vanificando il durissimo lavoro che abbiamo svolto a partire nuovamente da giugno.
Ci fermiamo, con grande tristezza e con un senso di profonda incertezza che viene dal non confronto scelto dalla politica rispetto a soluzioni condivise con gli operatori del settore.
Speriamo di ritrovarci presto, nel solo luogo dove sappiamo pensarci insieme: a teatro.

In ottemperanza alle disposizioni del DPCM emanato il 25 ottobre 2020 contenente le misure per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19, siamo nuovamente costretti a sospendere fino al 24 novembre 2020 tutti gli spettacoli teatrali in tournée, nonché gli eventi aperti al pubblico: esiti, laboratori e attività parallele.
Il provvedimento lede un settore ed una fetta di economia nazionale importante, evidentemente sottostimata nella movimentazione e nei numeri che da sola produce.
Continuiamo ad essere percepiti come “svago” e non valore. ( per fermarci alle considerazioni economiche)
Ripartire sarà sempre più complicato soprattutto per realtà come la nostra che non godono del contributo FUS, nè di tutti i ristori e le agevolazioni che il Ministero dei beni culturali ha garantito ai teatri pubblici.
Confidiamo che la sospensione temporanea consideri e contempli i recuperi delle attività nei prossimi mesi,non vanificando il durissimo lavoro che abbiamo svolto a partire nuovamente da giugno.
Ci fermiamo, con grande tristezza e con un senso di profonda incertezza che viene dal non confronto scelto dalla politica rispetto a soluzioni condivise con gli operatori del settore.
Speriamo di ritrovarci presto, nel solo luogo dove sappiamo pensarci insieme: a teatro.