Qui e ora – Corriere della Sera Roma 13 febbraio 2013

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  • Data di Pubblicazione 2 Aprile 2017
  • Ultimo aggiornamento 2 Aprile 2017

Qui e ora - Corriere della Sera Roma 13 febbraio 2013

Corriere della Sera - Roma 13 febbraio 2013

Valerio Mastandrea: del teatro mi interessa la contemporaneità

"Metti due polli in un recinto, e si azzufferanno". È l'idea di Mattia Torre, già declinata in "456" andato da poco in scena al Piccolo Eliseo, riassunta da Valerio Mastandrea protagonista da domani fino al 3 marzo al Teatro Ambra Jovinelli di "Qui e ora". "456" l'ho adorato - dice l'attore romano-. Credo che Mattia sia uno dei migliori drammaturghi di questi tempi, uno dei pochi che sappia raccontare come le cose vanno veramente. E d'altra parte, qual è il compito del teatro se non affrontare il qui, e l'ora, come dice il titolo dello spettacolo? Io anche quando vedo film in crinolina devo trovarci qualcosa di contemporaneo, altrimenti non riescono ad intrigarmi".
"Qui e ora", dunque. Mastandrea in scena con Valerio Aprea, e Mattia Torre anche alla regia della sua storia di strade e di sangue, ma la cronaca c'entra poco. Un incidente appena avvenuto in una strada secondaria di un'isolata periferia romana , vicina al grande raccordo anulare. Non un passante. Non una casa. Nulla. Due scooter di grossa cilindrata, il primo ribaltato, idealmente sprofondato a terra, il secondo irriconoscibile,k un disastro di lamiere ancora fumanti. A terra, a pochi metri l'uno dall'altro, due uomini sulla quarantina: il primo immobile, l'altro rialzatosi in piedi con fatica. "Raccontiamo con stile tragicomico fino a che punto si può arrivare a odiare l'altro, invece di capirlo. E quando dico altro non intendo lo straniero, ma l'italiano che vive nell'appartamento accanto: chi apparente mente è a noi più vicino. Le condizioni di costrizione non fanno che accentuare la spaccatura".
Riflette Mastandrea: "L'Italia degli ultimi vent'anni è stata segnata dal 'noi contro di loro': chi sta bene e chi sta male, chi prende la metro A e chi la B, chi il Mac e chi ha il pc. E adesso va ancora peggio. I due che ci troviamo di fronte non rientrano nelle fette della torta dei sondaggi, non sono precisamente identificabili. Sono due figli del nostro tempo, che al nostro tempo hanno reagito diversamente: l'uno è convinto di essere il motore della società, l'altro una vittima. E alla fine si danno addosso".
Singolare coincidenza: il debutto romano dello spettacolo avviene quando esce nelle sale "Viva la libertà", il film che vede l'interprete romano nel suo ruolo di un portaborse, al fianco di Toni Servillo nella trama diretta da Roberto Andò. "Il teatro - osserva Mastandrea - mi serve come metro di misurazione della mia voglia di fare ancora l'attore. Come fare le analisi del sangue. Ed è uno strumento meraviglioso per dipingere gli anni che stiamo vivendo". Ammette: "Gli autori passati non li conosco neppure troppo. Ad interessarmi è l'oggi". L'esperienza del Valle, ancora convinto che sia quella la via giusta? "Un'idea forte, portata avanti con determinazione. Certo, ogni progetto deve avere la capacità di evolversi, non rimanere impantanato nell'immobilismo. Ma mi sembra che stia accadendo". Ma insomma, Mastandrea per suo figlio immagina un futuro rosa, grigio, burrascoso? Di chi si fida, guardando alle prossime elezioni? "Per ora con mio figlio fatico e me lo godo, è una gran soddisfazione. Il quadro politico è troppo complesso, non mi sbilancerò mail. Diciamo che credo nella vita".

Laura Martellini

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