Novantadue – Gazzetta del Mezzogiorno marzo 2016

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  • Data di Pubblicazione 14 Marzo 2017
  • Ultimo aggiornamento 14 Marzo 2017

Novantadue - Gazzetta del Mezzogiorno marzo 2016

Gazzetta del Mezzogiorno 21 marzo 2016

Stasera all’ "Impero" l’attore in “Novantadue” con Dini e Moschella
Pierluigi Corallo nella sua Trani
In teatro nel nome di Falcone e Borsellino
Attore Pugliese – Pierluigi Corallo stasera sul palco nella sua citta di nascita con “Novantadue” scritta da Claudio
Fava

Pierluigi Corallo torna a Trani per recitare oggi al Teatro Impero della sua città natale nello Novantadue – Falcone e
Borsellino, vent’anni dopo. Lo spettacolo è una novità assoluta di Claudio Fava, giornalista e scrittore catanese, figlio
di Giuseppe Fava di cui sono interpreti Filippo Dini, nel ruolo di Giovanni Falcone, Giovanni Moschella, in quello di
Paolo Borsellino, mentre Pierluigi Corallo darà il volto a tutti quei personaggi del male coinvolti nell’uccisione dei due
magistrati. La rappresentazione di oggi a Trani (unica replica in Puglia) coincide con la XXI giornata della memoria e
dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, voluta da Don Ciotti e l’intenzione congiunta della
compagnia (BAM Teatro) e della direzione del Teatro Impero, con la volontà di marcare l’importanza di tale ricordo,
cui dà supporto il Presidio di Trani, già impegnato a sostenere attivamente sul territorio la cultura della legalità.
Il testo di Claudio Fava, scritto in occasione del ventennale della strage di Capaci e di Via D’Amelio, ripercorre gli ultimi
momenti della vita dei due magistrati, quando intuiscono di non avere più come alleato il tempo. È una corsa che parte
dalla loro ultima volta che si sono incontrati all’Asinara, dove furono inviati per completare gli atti finali del maxi
processo, entrato nella storia per essere stato il più grande processo celebrato contro la criminalità organizzata.
Pierluigi Corallo è l’occasione per tornare a recitare a Trani dopo lungo tempo, “dalla mia partenza per Milano, dove
ho frequentato la scuola di recitazione del Piccolo per intraprendere una carriera scandita dalla regia di grandi maestri
come Massimo Castri e Luca Ronconi, che mi hanno insegnato l’Abc, e non solo, del teatro”.
Una carriera sempre all’insegna di spettacoli di grande qualità e rigore come l’ultimo che l’ha visto sul palcoscenico
del Biondo di Palermo, Minetti di Thomas Bernhard diretto da Roberto Andò con protagonista un superlativo Roberto
Herlitzka, mentre questo Novantadue giunge direttamente a Trani dopo quattro acclamatissime recite al “Bellini” di
Napoli, “dove alla fine dello spettacolo – evidenzia Corallo - il pubblico agli applausi finali aggiungeva sonori
ringraziamenti, dandoti la certezza di averlo condotto a rifletter e profondamente”.
Poi, passa a spiegare il plot di Novantadue la tragica vicenda consegnata alle recenti pagine di storia, “ma lo spettacolo
va oltre, fuori dalla cronaca, lontano dalla commiserazione. Prendono forma e valore la forza di questi due uomini, di
questi nostri eroi contemporanei. Prendono forma e valore la forza di questi due uomini, di questi nostri eroi
contemporanei, la loro umanità, l’origine dei pensieri, il loro profondo senso dello Stato. È una riflessione, dopo
vent’anni da quella strage, che riapre il filone d’inchiesta delle trattative tra Stato e Mafia e consente di conoscere la
dimensione più autentica e quotidiana di Falcone e Borsellino e l’amicizia che intercorreva tra loro, senza togliere nulla
al senso della loro battaglia. Uno spettacolo che nasce da un’idea di militanza civile e umana, facendo apprezzare il
senso del teatro, uno stimolo”.
Di Osvaldo Scorrano

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