Lady Grey – Messaggero Veneto luglio 2011

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  • Data di Pubblicazione 2 Aprile 2017
  • Ultimo aggiornamento 2 Aprile 2017

Lady Grey - Messaggero Veneto luglio 2011

Messaggero Veneto - 17 luglio 2011

Un capolavoro di Will Eno
Ragonese dura e seducente nel monologo di Lady Grey

Cividale - Nelle interiora dei pensieri, i più sparsi e i più spiazzanti. Si accorcia il gap fra un palco qualunque e un pubblico qualunque. Si cerca l'osmosi totalizzante. Un attore col bisogno impellente di raccontarsi cerca l'attenzione vitale di uno sguardo che vale nuovi soffi di vita. Siete in trappola nel labirinto di Will Eno, drammaturgo americano di genio fresco (lui è del '65) abile nel rompere l'equilibrio scenico antico. Fine dicitore da una parte, intoccabili spettatori dall'altra. Attraverso un alter ego - finora ne abbiamo conosciuti due: lo scorso anno Elio Germano con Thom Pain, ieri Isabella Ragonese con Lady grey, identico contenitore, il Mittelfest - Eno svuota il cassetto segreto delle confessioni. Senza un fil rouge, senza un collante logico, senza appunti ordinati in agenda. Allora ci vuole uno bravo, nel senso idi alter ego. Un'oretta, mica serve tanto tempo. Fitta, però, come la nebbia di Londra. Ragonese è una con stoffa. Altrimenti 'sta roba non la reggi. Ti scivola via, ti perdi. Scenografie? Non servono. Basta una sedia e un video propedeutico. E una ragazza che indossa un delizioso abito rosso. "Mi sembrate nervosi, allora forse è meglio iniziare. Quanti siamo?(conta) Sembravate meno". Subito lancia un'esca "non funziona la mia vita senza che ci sia gente seduta lì, a guardarmi, che mi spoglia con gli occhi..." E s'innesca un racconto con accelerazioni frenetiche e brusche frenato. "Il morbo del teatro mi ha presa da giovane, forse era solo una reazione allergica". Ragonese non può contare su alcunché. Una musica, un appiglio, un trucco scenico del cavolo. Nulla. Confida nella memoria e fluttua magnificamente in un mondo surreale, assemblato di amori compassati ("di lui mi è rimasta solo la sua camicia azzurra"), di esistenze fragili, di morte, di relazioni impercettibili, di vita. "La nostra è maledetta", dice. SE ascolti con attenzione, c'è tutto. Fatti e fattacci di ognuno di noi. Trama e sotto-trama, appositamente confuse. Resta molto , a pensarci, e rimane Isabella, splendida e seducente Lady Grey.

Tournée

In ottemperanza alle disposizioni del DPCM emanato il 25 ottobre 2020 contenente le misure per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19, siamo nuovamente costretti a sospendere fino al 24 novembre 2020 tutti gli spettacoli teatrali in tournée, nonché gli eventi aperti al pubblico: esiti, laboratori e attività parallele.
Il provvedimento lede un settore ed una fetta di economia nazionale importante, evidentemente sottostimata nella movimentazione e nei numeri che da sola produce.
Continuiamo ad essere percepiti come “svago” e non valore. ( per fermarci alle considerazioni economiche)
Ripartire sarà sempre più complicato soprattutto per realtà come la nostra che non godono del contributo FUS, nè di tutti i ristori e le agevolazioni che il Ministero dei beni culturali ha garantito ai teatri pubblici.
Confidiamo che la sospensione temporanea consideri e contempli i recuperi delle attività nei prossimi mesi,non vanificando il durissimo lavoro che abbiamo svolto a partire nuovamente da giugno.
Ci fermiamo, con grande tristezza e con un senso di profonda incertezza che viene dal non confronto scelto dalla politica rispetto a soluzioni condivise con gli operatori del settore.
Speriamo di ritrovarci presto, nel solo luogo dove sappiamo pensarci insieme: a teatro.

In ottemperanza alle disposizioni del DPCM emanato il 25 ottobre 2020 contenente le misure per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19, siamo nuovamente costretti a sospendere fino al 24 novembre 2020 tutti gli spettacoli teatrali in tournée, nonché gli eventi aperti al pubblico: esiti, laboratori e attività parallele.
Il provvedimento lede un settore ed una fetta di economia nazionale importante, evidentemente sottostimata nella movimentazione e nei numeri che da sola produce.
Continuiamo ad essere percepiti come “svago” e non valore. ( per fermarci alle considerazioni economiche)
Ripartire sarà sempre più complicato soprattutto per realtà come la nostra che non godono del contributo FUS, nè di tutti i ristori e le agevolazioni che il Ministero dei beni culturali ha garantito ai teatri pubblici.
Confidiamo che la sospensione temporanea consideri e contempli i recuperi delle attività nei prossimi mesi,non vanificando il durissimo lavoro che abbiamo svolto a partire nuovamente da giugno.
Ci fermiamo, con grande tristezza e con un senso di profonda incertezza che viene dal non confronto scelto dalla politica rispetto a soluzioni condivise con gli operatori del settore.
Speriamo di ritrovarci presto, nel solo luogo dove sappiamo pensarci insieme: a teatro.