Novantadue – Giornale di Sicilia marzo 2016

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  • Data di Pubblicazione 14 Marzo 2017
  • Ultimo aggiornamento 7 Aprile 2017

Novantadue - Giornale di Sicilia marzo 2016

Giornale di Sicilia marzo 2016

 

Falcone e Borsellino, quei giorni all’Asinara

Teatro. A Caltanissetta, Comiso e Messina in scena il testo di Fava, regia di Cotugno

 

Falcone e Borsellino erano due uomini soli, ma insieme superavano con forza ogni ostacolo. Il loro confronto, che non fu mai uno scontro, va in scena stasera alle 20.30 al Teatro Regina Margherita di Caltanissetta, per la stagione diretta da Moni Ovadia – e in replica, domani al Teatro Naselli di Comiso, da venerdì a domenica al Teatro Vittorio Emanuele di Messina – Novantadue. Falcone e Borsellino, 20 anni dopo, un testo inedito di Claudio Fava che racconta il cosiddetto “esilio” dell’Asinara: era il 1985 e i due giudici furono spediti di notte in Sardegna, nel carcere di massima sicurezza, per completare l’istruttoria del maxiprocesso. Era appena stato ucciso il capo della Mobile Ninni Cassarà e a Palermo le strade erano più sangue che asfalto. Falcone (interpretato da Filippo Dini) e Borsellino (il messinese Giovanni Moschella) siedono ad una scrivania sulla scena nuda. Due uomini che lavorano, chini sui loro fogli. Scrivono con la fretta di chi sa che quella è l’ultima notte prima di lasciare l’isola nella quale si sono ritirati per preparare l’atto d’accusa per il primo grande processo alla mafia. Un testo diretto dal regista Marcello Cotugno che spiega come “parlando di Falcone e Borsellino, la riflessione si allarghi sempre, riaprendo prepotentemente il filone di inchiesta della trattativa tra Stato e mafia, che non sembra risparmiare neppure le più alte cariche dello Stato. Sullo sfondo, la nostra Italia che in vent’anni, a ben guardare, considerando proiezioni e strane simmetrie, sembra uguale ad allora”. Novantadue è quindi una moderna tragedia classica, addirittura epica, consapevolmente eroica, dei suoi protagonisti. Non un testo di denuncia, ma il racconto di una doppia solitudine di due uomini che hanno paura di morire. Con Pierluigi Corallo, produce BAM Teatro.

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