Lady Grey – Il Venerdì (La Repubblica) luglio 2011

Il Venerdì – Luglio 2011

Isabella Ragonese
Dice di avere fortuna
E se fosse vero talento?

L’attrice siciliana alterna cinema d’autore e popolare al teatro. Ma attribuisce gran parte del suo successo alla buona sorte. Che, sostiene, ora le consente di dirigere se stessa, in un monologo di Will Eno. TEma: le donne di oggi, per le quali lei è scesa in piazza.

Di Emiliano Coraretti.

Isabella Ragonese si sente una ragazza fortunata. Lo ripete in continuazione. QUando ricorda il suo debutto cinematografico in Nuovomondo di Crialese (“una piccola parte a cui sono molto affezionata”). Quando dice che, affidandole il ruolo della protagonista in Tutta la vita davanti, Virzì le ha fatto fare “un corso accelerato di cinema”.
Quando confessa: “Il successo ti fa fare cose che gratificano la tua vanità” (vedi il videoclip di “il meglio deve ancora venire” di Ligabue, dove lei è al centro di ogni immagine). Anche interpretare Lady Grey di Will Eno la considera: “Porto in scena un testo che sa raccontare le donne di oggi con le loro nevrosi”:
Eppure non deve essere solo un caso se questa attrice palermitana classe 1981, è capace di alternare film di nicchia e film popolari, senza abbandonare mai il teatro (ultimo successo: Libere di Cristina Comencini, con Lunetta Savino). Del resto quando l’anno scorso Marco Muller la chiamò cme madrina del Festival del cinema di Venezia, la definì “la più grande promessa del cinema italiano”.
Bel complimento per una ragazza che afferma: “Arrivo dal teatro e , quando affronto un film, lo faccio sempre con umiltà”

Isabella che fa, si sottovaluta o fa la modesta?
“Nessuna delle due cose. Però so che oggi praticare la professione che ami non è una cosa per tutti. Io ci riesco ma non vuol dire che non sia faticoso”.

Entrare nel personaggio di Lady Grey di Will Eno, uno che il New York Times definisce il Samuel Becket del 200, è stato difficile?
“Impegnativo, dire. Il testo è un’operazione a cuore aperto: partendo da alcuni ricordi d’infanzia, la protagonista cerca infatti di ricostruire la sua personalità. Viene fuori un racconto crudo, pieno di giochi di parole. Praticamente n flusso di coscienza”.

Lei è anche regista di questo spettacolo: è stata un’esperienza molto diversa rispetto a quando recita in film diretta da altri?
“Nel cinema il lavoro di attore è a responsabilità limitata, perché tutto viene filtrato dall’occhio di chi è dietro la macchina da presa. A teatro, invece, è sempre chi va in scena ad avere l’ultima parola”.

Per altro, quando si tratta di parlare, lei non si tira mai indietro. Come quando è scesa in piazza con il movimento “Se non ora quando?” subito dopo il caso Ruby.
“Non sono un’opinionista, ma ho partecipato a quella manifestazione per dire che, se hai vent’anni e vuoi fare carriera, le alternative ci sono. Il successo conquistato senza meriti a che serve?”.
Saggia e brava…
“Durante la promozione di ‘Tutta la vita davanti’ Virzì mi ripeteva: ‘ Le interviste non sono sedute psicanalitiche, alcune cose le pui tenere per te’.- Sarà vero, ma a volte non so controllarmi…”.

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Lady Grey – Adnkronos luglio 2011

Adnkronos – 15 luglio 2011

RAGONESE, ASPETTANDO FABIO VOLO TORNO A TEATRO CON LADY GREY

TEATRO: RAGONESE, ASPETTANDO FABIO VOLO TORNO A TEATRO CON LADY GREY
L’ATTRICE DOMANI IN UN MOLOGO DI WILL ENO IN PRIMA NAZIONALE AL MITTELFEST

Roma, 15 lug. – (Adnkronos) – “Una sfida su un testo dove niente è per caso, che coinvolge il pubblico in una sorta di lotta continua”. Così Isabella Ragonese si confessa con l’Adnkronos alla vigilia del debutto di ‘Lady Grey’, un monologo dell’americano Will Eno, che sarà proposto domani in prima nazionale al MittelFest di Cividale del Friuli. Dopo un’annata molto intensa, la Ragonese – che tornerà sul grande schermo con ‘Il Giorno in Più’ tratto dal libro omonimo di Fabio Volo – confessa: “Mi interessava l’idea di tornare al teatro, è il mio primo amore, cui ho dedicato più tempo che al cinema, da cui ho avuto tantissimo, ma che in fondo non ho ‘cercato'”. “Non pensavo tuttavia a un monologo, che è un’arma a doppio taglio per gli attori -spiega l’attrice- ma la proposta di BAM Teatro mi ha convinta, anche perché quello di Will Eno non è un testo narcisista, anzi parla proprio dei limiti del linguaggio, dell’impossibilità di raccontarsi appieno attraverso le parole”. Nel flusso di racconto della protagonista – su una scena scarna, come recita il sottotitolo, ‘con le luci che si abbassano sempre di più’ – la Ragonese vede “un gioco di seduzione, un continuo cercare il pubblico, respingendolo al tempo stesso”. Tutto ruota intorno a un ricordo adolescenziale perché, conclude, “per Eno noi ci portiamo sempre dentro la forte eredità di piccoli episodi dell’infanzia”.

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Lady Grey – Glamour novembre 2011

Glamour – Novembre 2011

Isabella Ragonese
Venite a teatro con me
L’attrice più applaudita al cinema è innamorata cotta: del palcoscenico. E allora su il sipario! Isabella ci svela cosa sta facendo lei e cosa non possiamo perderci noi.

State per assistere a uno spettacolo speciale, tutto per Glamour. Il sipario che vedete è quello del Teatro Argentina di Roma, dove Isabella Ragonese sta preparando “La commedia di Orlando”. Il nostro incontro con Isabella è diviso in due atti. Nel primo l’attrice ci racconta perché ha perso la testa per il teatro e cosa sta facendo. Nel secondo atto, ci farà da guida agli spettacoli da non perderci. Tanti i suoi amici in scena: Elio Germano, Valeria Solarino, Alba Rohrwacher…

Venite a vedermi (ecco dove)
Lady Grey (con le luci che si abbassano sempre di più) prodotto da Marcella Crivellenti della BAM Teatro sarà a Ferrazzano e Rovereto.

PRIMO ATTO: perché sono così innamorata
“Il teatro è un amore viscerale. Poco prima di entrare in scena mi faccio sempre la stessa domanda: chi me l’ha fatto fare? Perché non sono a casa tranquilla a leggermi un libro? Ma poi appena metto il piede sul palco tutto mi viene naturale. È come praticare uno sport estremo, come camminare su un filo. Puoi sempre cadere, ma ne vale la pena: è adrenalinico”.

Che cosa fai contro la tensione, prima di affrontare il pubblico?
“Mi isolo. Mi rifugio in camerino e in solitudine mi concentro, mi trucco, indosso gli abiti di scena. Poi percorro quei pochi metri fino al palco che sembrano interminabili. e lì che mi trasformo. E mi sento libera”.

Come sei arrivata al teatro?
“Con la tenacia. Quando ero al liceo e all’università continuavo a seguire stage e laboratori teatrali. Ero sempre su Internet a cercare bandi”.

E così adesso torni al primo amore, proprio quando sei l’attrice cinematografica più acclamata del momento. Non è rischioso?
“Adesso dicono che sono io la più brava, domani lo diranno di un’altra. SE c’è una cosa di cui vado davvero fiera è che ho fatto sempre quello in cui credevo”.

Sei in tournée con Lady Grey, un monologo del drammaturgo americano Will Eno: che cosa ti ha conquistata di questo spettacolo?
“Faccio un gioco di seduzione con il pubblico svelandomi e ritraendomi. La platea è illuminata, non c’è il buio, non ci sono protezioni tra me e gli spettatori. È interessante e difficile”.

Stai anche preparandoti alla prossima sfida: sarai la protagonista di “La commedia di Orlando, ispirato al libro di Virginia Woolf. Ti preoccupa confrontarti con il fascino androgino di Orlando?
“Mi piace l’idea di interpretare un personaggio che fluttua tra il femminile e il maschile e che attraversa i secoli: credo che per un’attrice sia una bella prova. Sarà uno spettacolo visionario, godibile, dal ritmo serrato. So che molti verranno a vedermi dal vivo perché mi conoscono al cinema. E quindi mi sono detta: li dovrai stupire.”

SECONDO ATTO: la mia guida agli spettacoli imperdibili
“…
Thom Pain (basato sul niente) con Elio Germano: lo consiglio a tutti. È la controparte maschile del mio monologo Lady Grey, sempre scritto da Will Eno. Negli States vengono rappresentati insieme…”.

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Lady Grey – La Stampa luglio 2011

Lady Grey – La Stampa 16 luglio 2011

Ragonese: così sono diventata un’equilibrista
Da oggi l’attrice in teatro con “Lady Grey”
“È il mio vero amore, il cinema è un caso”

Si guarda indietro e si vede come uscita da una macchina del tempo, che ha dato alla sua vita un’accelerazione violenta e a lei cento esistenze diverse, Isabella Ragonese. “In fondo – racconta – è soltanto dal 2008 che ho deciso di fare cinema. Ho lavorato tanto che mi paiono passati secoli da allora”. Balzata alla ribalta con “Tutta la vita davanti”, da allora ha inanellato un film dopo l’altro: “La nostra vita”, “Un altro mondo”, “Primo incarico”, solo nel 2010. In realtà il debutto risale al 2006 con “Nuovo-mondo” di Crialese, ma tutto allora era proseguito sui soliti binari: base a Palermo e teatro. “Non avevo previsto il cinema nel mio percorso”. Poi il film di Virzì l’ha proiettata in un’altra dimensione. Quella da cui ora prende una pausa regalandosi dopo oltre tre anni un nuovo spettacolo teatrale e un autunno senza niente di definito davanti. “Per ricaricarmi e cambiare. Ho accettato questa sfida su un testo dove niente è per caso, che coinvolge il pubblico in una sorta di lotta continua. Mi interessava l’idea di tornare al teatro, è il mio primo amore, cui ho dedicato più tempo che al cinema, da cui ho avuto tantissimo, ma che in fondo non ho cercato.

Porta in Tournée Will Eno “un giovane autore americano che ha scritto una situazione al limite tra finzione e realtà”.
Lo spettacolo è “Lady Grey” e debutta stasera al Mittelfest di Cividale del Friuli, per poi zigzagare per l’Italia da una manifestazione all’altra, con date che si spingono fino a ottobre. Interprete e regista (in passato anche autrice) di se stessa, Isabella Ragonese ha scelto un monologo di Will Eno, un giovane autore emergente americano (un anno fa sempre al Mittelfest era stato Elio Germano a portarne in scena Thom Pain) che sa raccontare la quotidianità della gente con umorismo sferzante.
“Le indicazioni di Eno sono ferree, non devi fare molto: devi solo accentuare l’impressione che chi sale sul palco e parla di sé sia una persona del pubblico. È una situazione al limite tra la finzione e l’illusione di realtà, in cui la distanza tra attore e spettatore si annulla”.
Impegnata sul fronte del movimento “Se non ora quando?”, la scelta di dare voce a una donna qualunque è indipendente da quella politica. “Anche se penso che la politica non sia una cosa distaccata dalle nostre esistenze, che sia giusto che un attore si metta al servizio degli altri e della società civile con il proprio lavoro, la scelta di questo testo arriva a altro. Mi interessava la sua forte sensibilità. La ricerca di linguaggio. L’obiettivo puntato sulla difficoltà che abbiamo a esplicitare i nostri pensieri. La sfida di mettere in scena i passaggi mentali, i cambi repentini che ciascuno di noi compie, le associazioni di idee”.
Lady Grey è una donna che non riesce a esplicitare un fatto del passato, un trauma, che le ha condizionato la vita (per “mostra e dimostra”, pratica abbastanza comune nelle scuole anglosassoni, aveva portato se stessa, denudandosi).
“Una cosa che le condizionerà la vita, inducendola a fare l’attrice e a vivere la contraddizione e il perverso piacere del volersi mostrare e contemporaneamente restare nell’ombra”. Una tensione che ogni attore prova, secondo Isabella Ragonese. “È un gioco di seduzione – mi mostro e mi nego – che ogni attore prova. Desideri salire su un palco e però ti chiedi “chi me lo fa fare?”. Non parlo del panico da palcoscenico: essere maschera, quindi nasconderti dietro il personaggio, e contemporaneamente metterti personalmente in gioco, sotto giudizio. Sei l’equilibrista che cammina sul filo e che il pubblico si aspetta di vedere cadere. Adrenalina pura. È un fatto specifico del teatro, che il cinema non dà”. Eppure il cinema le ha dato non solo grande visibilità e notorietà e premi, ma anche “ruoli belli, intensi e diversi, drammatici e divertenti. Volevo la possibilità di sperimentare sul campo cose diverse e ho potuto farlo, togliermi tante curiosità. In questi 3 anni ho vissuto mille vite”. Ultima in ordine di tempo quella di Michela, la protagonista di “Un giorno in più, tratto dal best seller di Fabio Volo e interpretato dallo stesso Volo, il film è stato girato questa primavera tra l’Italia e New York, dove Ragonese è stata per la prima volta nella vita. “È una commedia romantica sul genere di quelle americane. Il romanzo, un po’ modificato, ha avuto milioni di lettori. So che ci sono molte aspettative e spero di non deluderle”.

Scelta dal regista Massimo Venier e dallo stesso Volo, parla del compagno di set come di una persona rassicurante, allegra, vitale, limpida con uno splendido rapporto con i tanti fan che ha e che lo circondano ovunque con affetto. “Ha un rapporto quasi familiare con loro: una cosa rara”.

Tournée

Lady Grey – Messaggero Veneto luglio 2011

Messaggero Veneto – 17 luglio 2011

Un capolavoro di Will Eno
Ragonese dura e seducente nel monologo di Lady Grey

Cividale – Nelle interiora dei pensieri, i più sparsi e i più spiazzanti. Si accorcia il gap fra un palco qualunque e un pubblico qualunque. Si cerca l’osmosi totalizzante. Un attore col bisogno impellente di raccontarsi cerca l’attenzione vitale di uno sguardo che vale nuovi soffi di vita. Siete in trappola nel labirinto di Will Eno, drammaturgo americano di genio fresco (lui è del ’65) abile nel rompere l’equilibrio scenico antico. Fine dicitore da una parte, intoccabili spettatori dall’altra. Attraverso un alter ego – finora ne abbiamo conosciuti due: lo scorso anno Elio Germano con Thom Pain, ieri Isabella Ragonese con Lady grey, identico contenitore, il Mittelfest – Eno svuota il cassetto segreto delle confessioni. Senza un fil rouge, senza un collante logico, senza appunti ordinati in agenda. Allora ci vuole uno bravo, nel senso idi alter ego. Un’oretta, mica serve tanto tempo. Fitta, però, come la nebbia di Londra. Ragonese è una con stoffa. Altrimenti ‘sta roba non la reggi. Ti scivola via, ti perdi. Scenografie? Non servono. Basta una sedia e un video propedeutico. E una ragazza che indossa un delizioso abito rosso. “Mi sembrate nervosi, allora forse è meglio iniziare. Quanti siamo?(conta) Sembravate meno”. Subito lancia un’esca “non funziona la mia vita senza che ci sia gente seduta lì, a guardarmi, che mi spoglia con gli occhi…” E s’innesca un racconto con accelerazioni frenetiche e brusche frenato. “Il morbo del teatro mi ha presa da giovane, forse era solo una reazione allergica”. Ragonese non può contare su alcunché. Una musica, un appiglio, un trucco scenico del cavolo. Nulla. Confida nella memoria e fluttua magnificamente in un mondo surreale, assemblato di amori compassati (“di lui mi è rimasta solo la sua camicia azzurra”), di esistenze fragili, di morte, di relazioni impercettibili, di vita. “La nostra è maledetta”, dice. SE ascolti con attenzione, c’è tutto. Fatti e fattacci di ognuno di noi. Trama e sotto-trama, appositamente confuse. Resta molto , a pensarci, e rimane Isabella, splendida e seducente Lady Grey.

Tournée

In ottemperanza alle disposizioni del DPCM emanato il 25 ottobre 2020 contenente le misure per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19, siamo nuovamente costretti a sospendere fino al 24 novembre 2020 tutti gli spettacoli teatrali in tournée, nonché gli eventi aperti al pubblico: esiti, laboratori e attività parallele.
Il provvedimento lede un settore ed una fetta di economia nazionale importante, evidentemente sottostimata nella movimentazione e nei numeri che da sola produce.
Continuiamo ad essere percepiti come “svago” e non valore. ( per fermarci alle considerazioni economiche)
Ripartire sarà sempre più complicato soprattutto per realtà come la nostra che non godono del contributo FUS, nè di tutti i ristori e le agevolazioni che il Ministero dei beni culturali ha garantito ai teatri pubblici.
Confidiamo che la sospensione temporanea consideri e contempli i recuperi delle attività nei prossimi mesi,non vanificando il durissimo lavoro che abbiamo svolto a partire nuovamente da giugno.
Ci fermiamo, con grande tristezza e con un senso di profonda incertezza che viene dal non confronto scelto dalla politica rispetto a soluzioni condivise con gli operatori del settore.
Speriamo di ritrovarci presto, nel solo luogo dove sappiamo pensarci insieme: a teatro.

In ottemperanza alle disposizioni del DPCM emanato il 25 ottobre 2020 contenente le misure per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19, siamo nuovamente costretti a sospendere fino al 24 novembre 2020 tutti gli spettacoli teatrali in tournée, nonché gli eventi aperti al pubblico: esiti, laboratori e attività parallele.
Il provvedimento lede un settore ed una fetta di economia nazionale importante, evidentemente sottostimata nella movimentazione e nei numeri che da sola produce.
Continuiamo ad essere percepiti come “svago” e non valore. ( per fermarci alle considerazioni economiche)
Ripartire sarà sempre più complicato soprattutto per realtà come la nostra che non godono del contributo FUS, nè di tutti i ristori e le agevolazioni che il Ministero dei beni culturali ha garantito ai teatri pubblici.
Confidiamo che la sospensione temporanea consideri e contempli i recuperi delle attività nei prossimi mesi,non vanificando il durissimo lavoro che abbiamo svolto a partire nuovamente da giugno.
Ci fermiamo, con grande tristezza e con un senso di profonda incertezza che viene dal non confronto scelto dalla politica rispetto a soluzioni condivise con gli operatori del settore.
Speriamo di ritrovarci presto, nel solo luogo dove sappiamo pensarci insieme: a teatro.